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Trattamenti particolari dei semi - AIPC

Trattamenti particolari sui semi

Scarificazione - Stratificazione a freddo - Freezer cut - Trattamento con acido gibellerico - Stratificazione a caldo - Affumicatura - Smoke water - Conservazione dei semi

 

Queste note non vogliono convincervi ad usare questi trattamenti particolari ma solo spiegare a chi ne ha bisogno il significato dei termini maggiormente usati quando si parla di semina di Piante Carnivore.


Scarificazione

Alcune specie di piante carnivore hanno semi relativamente grandi e duri che sono difficili a germinare. E' una caratteristica di molte piante (in particolare australiane) che vivono in zone desertiche o semi-desertiche, dove i semi possono rimanere nel suolo per molti anni senza germinare, come una sorta di naturale Banca Semi che permette di aspettare il momento propizio per la riproduzione, tempo o evento che prima o poi si verifica e solo allora inizia il processo di nascita delle nuove plantule. Potrebbe essere un incendio, o un anno particolarmente piovoso, potrebbe essere un invecchiamento del seme che ne ha intaccato la cuticola o semplicemente che sia giunta l'ora. Nel momento in cui noi dobbiamo seminare queste piante, dovremo cercare il metodo migliore per riprodurre uno di questi eventi. Tra i piu' semplici e' il trattamento con carta vetrata.
Procuratevi della carta vetrata sottile (per esempio "grana 320") e della carta assorbente o comunque morbida e non patinata su cui poggiare i semi. Osservate prima la struttura dei semi con una lente per definirne la forma iniziale. Procedete con delicatezza a strofinarli con la carta vetrata.
Questo procedimento intacchera' la cuticola del seme e una prima osservazione con la lente permettera' di valutare l'entita' del lavoro fatto. Se si nota subito una perdita di lucentezza dei semi o una leggera perdita di colore sulla carta morbida, il lavoro e' gia' compiuto e non e' il caso di proseguire, il rischio e' quello di trovarsi con...farina di semi!

 

Stratificazione a freddo

La stratificazione, che puo' essere naturale o forzata, innesca alcuni processi fisiologici per cui i semi acquistano la capacita' di germinare. Il metodo naturale prevede la semina nel tardo autunno ponendo i vasetti all'esterno durante l'inverno, in questo modo il naturale andamento stagionale provvedera' a far maturare i semi che germineranno all'inizio della primavera (simulando cio' che avviene in natura); la stratificazione forzata invece prevede il posizionamento dei semi (posti in un foglio di carta assorbente leggermente inumidito, oppure in sfagno secco reidratato ma non fradicio) in frigo per 4 settimane simulando appunto l'esposizione all'esterno, l'indiscutibile vantaggio di tale metodo e' quello di poter effettuare la stratificazione in qualsiasi momento ,soprattutto se si ha la possibilita' di coltivare le future piantine in terrario per un paio d'anni, permettendo cosi' di ridurre molto i tempi di crescita.

 

Freezer cut

Il freezer-cut permette di ridurre moltissimo i tempi necessari alla stratificazione anche se vengono usati gli stessi fattori: freddo e umidita', solo che useremo piu' freddo mettendo i semi nel freezer!
Dopo aver avvolto i semi in una garza pulita e inumidita, si pongono in un contenitore di plastica e si infila il tutto nel freezer per 48 ore (ora piu' ora meno), il freddo intenso fa gelare l'acqua intorno ai semi che contraendosi spacca il tegumento esterno. Dopo l'estrazione dal freezer si lascia l'involto di garza e semi a temperatura ambiente per uno o due giorni dopodiche' si procede a seminare.

 

Trattamento con acido gibellerico (GA3)

L'acido gibberellico e' un ormone naturale scoperto nel 1935 che produce sulle piante effetti diversi in relazione alla specie trattata, al momento e alla dose di impiego. Nelle piante carnivore e' stato riscontrato un ruolo importante nel processo di interruzione della fase di dormienza per i semi che necessitano di stratificazione o scarificazione. L'ormone gibberellico e' quasi sempre commercializzato in polvere o in pastiglie e deve essere sciolto in acqua distillata. Alcune aziende suggeriscono di usare poche gocce d'alcool per aiutare il processo di scioglimento e successivamente diluire alle dosi consigliate nella confezione. E' vero che l'alcool puo' danneggiare le piante, ma non a cosi' piccole concentrazioni. Una volta diluito comunque il GA3 perde efficacia in una settimana, anche se refrigerato, per cui si consiglia sempre la diluizione delle sole dosi necessarie.
I semi andranno trattati per immersione inserendoli in un sacchettino di nylon assieme all'ormone per un lasso di tempo che va dalle 24 alle 72 ore, a seconda della durezza della cuticola del seme. Va usato comunque solo nei semi particolarmente coriacei, perche' altrimenti potrebbe deteriorarli e renderli inutilizzabili.
Pur non essendo classificato come pericoloso, va trattato con tutte le precauzioni di qualsiasi fitosanitario: evitare contatti con occhi o ferite, usare guanti e lavare bene le mani dopo l'uso, riporre in luogo riparato e ben custodito.

 

Stratificazione a caldo

Alcune piante, spesso drosere, germinano meglio se si seminano in periodi particolarmente caldi, durante l'estate, con temperature prossime ai 25 °C/30 °C, con punte fino ai 35 °C. Dopo un periodo in cui si simula una calda estate, della durata di almeno un mese, si procede a simulare l'autunno piovoso, in cui si aumenta l'umidita' e si mantengono temperature minime (almeno notturne) sui 18 °C, in qualche caso fino agli 8/10 °C. A quel punto inizieranno a comparire le prime plantule che velocemente formeranno le prime foglie carnivore.

 

Affumicatura

E' un processo utile per alcune piante, come Roridula o Byblis, che consiste nel sottoporre i semi a una breve affumicazione. Vari sono i metodi usati: chi depone paglia secca e foglie in un vaso capiente e le incendia dopo aver posto i semi su una grata, facendo cosi' passare il fumo attraverso i semi, o chi semina su un vaso, ricoprendo leggermente i semi e poi incendia uno strato di stoppie poste sopra il terriccio, in questo caso piu' che di fumo si parla di calore, simulando un incendio. Alcuni coltivatori considerano questo trattamento essenziale per lo sviluppo dei semi, altri ne fanno tranquillamente a meno.

 

Smoke water

E' un processo utile per alcune piante, in particolare originarie dell'Australia, come le drosere del gruppo Petiolaris. Il meccanismo è basato sui residui chimici del fumo che, grazie all'acqua piovana, gocciola nel terreno ed entra in contatto con i semi.
Trattandosi di processo con fuoco vivo, e' ovviamente consigliato usare vasi di terracotta. Una volta deposti i semi sulla superficie del terriccio, i vasi vanno sepolti fino all'orlo e poi ricoperti di foglie o aghi di pino secchi. Si incendia il tutto per 10 minuti, poi si spegne con un getto d'acqua piovana.
L'acqua che filtrerà sui vasi simulerà le piogge dopo un incendio, risvegliando la germinazione dei semi.
Meno pericoloso è invece simulare l'incendio di foglie e aghi di pino secchi su una grata metallica e poi raccogliere l'acqua in un contenitore e usarla per bagnare i vasi con la semina. In questo caso vanno benissimo i comuni vasi di plastica.
Altro procedimento e' quello di imbibire carta assorbente o cotone idrofilo con l'acqua prodotta col metodo appena descritto, usarla per avvolgere i semi e mantenerli per 24-48 ore a temperatura ambiente. Quindi procedere con la semina.

 

Conservazione dei semi

I semi vanno conservati a temperature fresche, tra i 4 °C (frigorifero) e i 10 °C, ripuliti da steli e petali, che potrebbero provocare muffe e marciumi.
Vanno posti in contenitori che permettano la traspirazione (carta o cartone sono maggiormente indicati) perche' se non sono stati ben seccati potrebbero ammuffire.
Vanno tenuti al buio, dato che la luce e' uno dei primi fattori utili alla germinazione.
Vanno riposti con la data di raccolta ed il nome della specie bene in evidenza (la freschezza del seme e' determinante per la percentuale di germinazione)
Quando i semi stanno invecchiando vanno seminati, perche' solo la loro germinazione permettera' di rinnovare le scorte grazie alle piante che ne nasceranno.
Vanno sempre scambiati con altri coltivatori, perche' il miglior modo di rinforzare le piante e' seminarne di nuove provenienti da altre piante madri.
Vanno donati all'Associazione quando in esubero, per condividere con altri le proprie esperienze.

Ultimo aggiornamento (Martedì 27 Ottobre 2009 15:05)