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Drosera capensis

Famiglia: Droseraceae

Provenienza: Sud Africa, regione di Città del Capo

Habitat: Aree umide e torbose



Foto: Giuseppe Agosti - D. capensis nella sua forma tipica


D. capensis produce foglie dalla forma lineare, lunghe fino a 15 cm e larghe 1 cm, che, come in tutte le specie di drosera, sono ricoperte di tentacoli vivacemente colorati che presentano gocce di colla alle loro estremità con la quale catturano insetti. Quando l'insetto viene catturato, la foglia si arrotola per tigmotropismo, questo aiuta la digestione portando più ghiandole digestive, che si trovano nella regione centrale della foglia, a contatto con la preda. Al termine del processo digestivo la foglia torna a srotolarsi.
D. capensis fiorisce in primavera, producendo un lungo stelo (fino a 30 cm) al termine del quale è presente una spiga contenente numerosi fiori (a cinque petali) di colore rosa. I fiori sono autoimpollinanti e producono semi a forma di fuso in quantità, che sono rilasciati dall'involucro quando il fiore muore.

Foto: Alberto Zinelli


Note di coltivazione

Vasi: Per la coltivazione delle drosere i vasi migliori sono di plastica; si possono usare anche vasi piccoli, ma partendo da un diametro di almeno 12 cm si riesce a mantenere molto meglio l’umidità necessaria.

Substrato: Il terriccio consigliato è un miscuglio di torba bionda di sfagno e perlite, in proporzione 70%  torba e 30% perlite. In mancanza di perlite, si può sostituire con sabbia di quarzo (usata generalmente per gli acquari).

Acqua: E’ indispensabile usare acqua priva di calcare e altri sali disciolti; l’ideale è acqua distillata, demineralizzata o piovana. L’acqua del rubinetto è quasi sempre da evitare. L’uso d’acqua sbagliata porta ad un rapido deperimento della pianta ed infine alla sua morte. Le piante vanno irrigate lasciando sempre acqua nel sottovaso, non versandola da sopra, per non smuovere continuamente la perlite.

Umidità: D. capensis vive in ambienti palustri, dove l’umidità atmosferica è alta. In genere gradisce un’elevata umidità anche in coltivazione, per quanto all’aperto resista bene anche quando essa è scarsa. Per aumentare l’umidità si possono coltivare le piante in ampi sottovasi  da cui evapora molta acqua, oppure tenere i vasi vicino ad altre piante. Se le drosere sono coltivate al chiuso, ad esempio in un terrario, bisogna fare attenzione che l’aria non ristagni: questo eleva di molto l’umidità, ma favorisce anche l’insorgere di muffe pericolose per la salute delle piante.

Luce: La luce è un fattore di fondamentale importanza in quanto D. capensis vive spesso in ambienti molto soleggiati. In coltivazione bisogna tenerle illuminate il più possibile: nonostante il loro aspetto gracile amano il pieno sole. Recenti scoperte tuttavia hanno segnalato numerose famiglie di D. capensis anche in zone ombreggiate.

Foto: Alberto Zinelli


Temperatura: Da 5 °C a 38 °C (* vedi capitolo Inverno)

Ambiente: D. capensis vive meglio all’aperto, in una posizione riparata dal vento e dalla pioggia, ben esposta al sole. Può essere coltivata in serra con buoni risultati, purché la luce sia sufficiente. La coltivazione in casa è più difficile; in tal caso bisogna sistemare le piante il più vicino possibile ai vetri di finestre esposte a Sud. Se ciò non è possibile bisognerà servirsi di illuminazione artificiale. I tubi fluorescenti danno buoni risultati. L’ideale sarebbe coltivarle in un terrario con un buon ricircolo dell’aria.

Fertilizzanti: Non fertilizzare mai. Esse vivono su terreni poverissimi e sono sufficienti le sostanze contenute nella torba per mantenerle sane. La concimazione le ucciderebbe.

Insetti: E’ meglio evitare di nutrire le drosere artificialmente: le piante tenute all’aperto catturano da sole gli animali necessari. Se ben coltivate vivono bene anche senza catturare. Se si vuole provare a veder funzionare le trappole, si consiglia di usare insetti o altri animaletti piccoli e vivi; carne o altri alimenti sono dannosi.

In inverno: si può decidere di tenere D. capensis in tre modi distinti:

1) Niente riposo. La si tiene in terrario ed essa continua a vegetare.

2) Riposo fuori (ma attenzione alle gelate). Perderà completamente la parte aerea, ma rinascerà a primavera dalle radici.

3) Riposo in serra fredda ( min. 5°-10°), dove manterrà il fogliame pur non vegetando. Negli anni crea la famosa "palmetta".


Note sulla semina

E' autoimpollinante. Seminare in primavera-estate sul composto descritto in precedenza spargendo i semi sulla superficie senza coprirli. Mantenerli alla luce e alla temperatura di 20° C finché non nascono.

D. capensis si può moltiplicare per talea di foglia o di radice.


Altre forme


Drosera capensis "alba" - Foto: Giuseppe Agosti


Drosera capensis "red" - Foto: Giuseppe Agosti


Ultimo aggiornamento (Giovedì 16 Marzo 2017 17:53)