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Darlingtonia californica

Famiglia: Sarraceniaceae

Provenienza: California / Oregon (US)

Habitat: Rive e vicinanze dei torrenti montani



Foto: Giuseppe Agosti


La Darlingtonia californica è una pianta che vive sulle montagne tra la California (da qui il nome) e l’Oregon (USA). Viene comunemente chiamata “pianta cobra” a causa della forma delle sue foglie che ricordano un serpente al momento dell’attacco. La foglia, dalla forma particolarissima, attira le prede tramite due “baffi” intrisi di nettare. La preda si posa attirata dal nettare e si dirige quindi verso l’apertura situata alla base di questi baffi. Una volta entrata nell’apertura, ingannata dalle finestrelle trasparenti che dalla parte alta dell’ascidio fanno passare la luce, s’innalza per volare via. Sbatte però nella parete interna dell’ascidio e precipita verso la base della foglia; peli ricurvi verso il basso impediscono all’insetto di risalire e a questo punto la fine è assicurata. Il pasto della Darlingtonia pure. In natura può raggiungere i 90 centimetri, ma in coltivazione le misure raggiunte sono spesso ben inferiori.

La sua coltivazione risulta essere relativamente facile, ma bisogna osservare alcune regole fondamentali. Come sempre il trucco è quello di imitare il più possibile le condizioni in cui la pianta vive in natura. Questa specie abita zone montane dove le temperature dell’aria e dell’acqua sono relativamente basse anche in primavera ed estate. In particolare, anche quando le piante crescono in pianura, le loro radici sono sempre immerse in corsi d’acqua gelida, per quanto la temperatura dell’aria nella bella stagione può superare i 30 °C.


Note di coltivazione

Contenitori: I risultati saranno notevolmente migliori se userete un vaso di terracotta anziché plastica, perché il composto al suo interno rimarrà più fresco anche in estate. Un vaso basso e largo il doppio della pianta sarà anche utile ad accogliere i numerosi stoloni prodotti ogni anno.

Terriccio: In coltivazione il composto migliore è lo sfagno (non serve usarlo vivo, anzi, quello essiccato è più facile da gestire se miscelato in parti Darlingtonia uguali con la perlite), che assorbirà al meglio l’enorme quantità d’acqua che la Darlingtonia gradisce così tanto, restando più fresco e aereato rispetto alla torba.

Acqua: Annaffiare dall’alto – sempre con acqua piovana o distillata – è una cosa che viene molto gradita, ma anche bagnare solo tramite il sottovaso sarà sufficiente. L’acqua può essere lasciata nel sottovaso per tutto l’anno.

Luce: La luce è un fattore di fondamentale importanza. Deve essere molto intensa, sole diretto durante tutto l’anno, con una leggera ombreggiatura solo d’estate, nelle ore più calde.

Temperatura: Da 0°C a 35°C. Evitare di ombreggiare la Darlingtonia se non durante le ore più calde dei mesi estivi. Questo tentativo di abbassare la condizione termica porterebbe solo le piante a crescere più deboli senza comunque diminuirla abbastanza. In inverno, la stagione di riposo, le piante devono essere lasciate all’esterno, anche con temperature sotto zero. Al risveglio la Darlingtonia produrrà due foglie primaverili più alte, e di seguito le successive, alte all’incirca la metà.


Propagazione

Il miglior sistema di propagazione è sicuramente la divisione: basterà sfilare dallo sfagno e tagliare uno dei numerosi stoloni e si otterrà una pianta nuova, pronta da sistemare nel nuovo vaso pieno di sfagno e perlite. Prima di esporla alle condizioni della pianta madre ricopritela però con un sacchetto di plastica e lasciatela in luogo luminoso, ma all’ombra, finchè non radica e comincia a crescere. Riabituatela a stare all’aria aperta facendo dei buchi nel sacchetto e infine esponetela per gradi al sole diretto. Una buona umidità sarà gradita ma non indispensabile.


Scheda di germinazione semi

La Darlingtonia californica è originaria del sud-ovest degli Stati Uniti, crescendo sulle alture che segnano il confine fra California settentrionale e Oregon, è presente in zone di montagna esposte a nord come in pianure soleggiate vicino al mare.
L' habitat ideale, se può variare in fatto di luce temperatura e condizioni climatiche, mantiene però una costante: l'umidità. Ama particolarmente circondarsi dei ciuffi di sfagno che vegetano lungo le rive dei torrenti di montagna con acqua di sorgente fredda, questo fa si che le radici abbiano a disposizione nel tempo, grazie allo sfagno, una quantità costante di acqua limpida e fresca; se ne può dedurre che le condizioni per coltivare al meglio darlingtonia siano quelle di mantenere fresche le radici, soprattutto durante i mesi estivi.
I semi vengono prodotti in autunno da fiori che sbocciano in primavera, il fiore è simile per aspetto a quello di sarracenia, anche i semi di darlingtonia hanno bisogno di essere stratificati secondo le varie modalità descritte per sarracenia.
Una volta eseguita la stratificazione forzata in frigo o freezer, potete seminare (in qualsiasi periodo dell'anno) su vasetti contenenti per 2/3 un miscuglio di torba acida di sfagno e perlite in parti uguali e uno strato superiore, circa1/3 del vaso, di sfagno vivo, o secco reidratato, macinati finemente.I semi non devono essere coperti ma solo appoggiati sullo sfagno; anche in questo caso il vasetto deve essere preparato almeno un mese prima della semina in modo da consentire che eventuali colonie di alghe o batteri perdano la capacità di nuocere alle future giovani piantine.
Se preferite la stratificazione naturale dovete seminare tenendo presente che i semi hanno bisogno di un periodo di almeno 4 settimane in cui la temperatura sia costantemente inferiore ai 10°C e che non vada sotto lo zero termico se non per periodi brevissimi. Avendo cura di porre i vasetti in posizioni tali da evitare le gelate , le epoche migliori per la semina in Italia saranno quindi le seguenti:

- a nord dall'inizio di novembre fino a metà febbraio;
- al centro dalla metà di novembre alla fine di gennaio;
- al sud e le isole dalla fine di dicembre fino alla metà di gennaio.

Se durante la stratificazione naturale qualche giornata non è troppo fredda, non preoccupatevi, prolungate semplicemente il periodo. Tuttavia, per evitare problemi, è preferibile seminare naturalmente all'inizio dei periodi succitati.
Potete coprire i vasetti con dei sacchetti o fogli di plastica ponendo attenzione che la temperatura non vada sopra i 10°C, anche nel caso di stratificazione forzata potete usare la plastica subito dopo aver seminato.
Seminate i semi ad una distanza di circa 5mm fra loro, non è indispensabile la luce diretta ma, se volete provare, abbiate cura di evitare surriscaldamenti all'interno della plastica facendovi dei buchi. Infine mantenete sempre un pò d'acqua nel sottovaso, ricambiandola spesso.

Una volta germinati i semi, la copertura di plastica va tolta; mettete il vasetto alla luce (naturale o artificiale), la luce non è cosi importante per darlingtonia come per sarracenia ma le giovani piantine ne traggono molto vantaggio in quanto non avendo ancora la capacità di trarre nutrimento grazie alle trappole, devono affidarsi alla fotosintesi clorofilliana per produrre le prime foglie. Controllate (se avete usato quello) che lo sfagno vivo non tenda a soffocare le neonate, in questo caso, molto delicatamente, provvedete ad eliminarne un pò.
Le giovani darlingtonie, nelle prime fasi di vita, sono molto lente a crescere e dovranno rimanere nel vasetto dove sono nate per almeno un anno prima di poter essere trapiantate. Ricordate che mal sopportano temperature troppo elevate, quindi durante le calde giornate estive (e in genere questo vale anche per le piante adulte), spostatele in posizione luminosa ma ombreggiata.

Nell'anno successivo, se tutto è andato bene, sarà ora di rinvasare individualmente le giovani piante che dovranno essere poste in vasi non troppo piccoli, preferibilmente in coccio e che abbiano una forma bassa e larga (tipo ciotola). Essendo il coccio un materiale che traspira, contribuisce a mantenere fresche le radici.
Riempiteli nella metà inferiore di torba/perlite in parti uguali (ma si può provare anche con solo perlite o solo torba o con percentuali diverse di entrambe) mentre nella metà superiore useremo sfagno vivo a fibra lunga (non tritato), si può utilizzare anche lo sfagno secco reidratato, più semplice da gestire, mischiato a perlite in parti uguali e riempiendo tutto il vaso con questa miscela. Il giovane apparato radicale dovrà quindi essere avvolto interamente da sfagno che, come noto, possiede spiccate proprietà antifungine impedendo la proliferazione di muffe e colonie batteriche. L'uso dello sfagno è importantissimo in quanto la principale causa di morte delle giovani darlingtonie è dovuta a infezioni fungine dell'apparato radicale, per lo stesso motivo curate particolarmente l'igiene di mani e materiali usati nella semina e coltivazione delle vostre piccole darlingtonie!
Non fate assolutamente mai mancare l'acqua nei sottovasi, deve essere acqua il più possibile pulita e fresca, soprattutto d'estate provvedete a cambiarla spesso e completamente, cercando di pulire meglio possibile il fondo dei vasi e il sottovaso. è preferibile innaffiare dall'alto in modo che l'acqua faccia abbassare la temperatura del substrato e quindi delle radici.
Per il resto, darlingtonia è una pianta molto resistente che ha comportamenti ed esigenze simili a quelle delle sarracenie.

Ultimo aggiornamento (Venerdì 10 Marzo 2017 17:46)