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Dispettose principesse

Un nuovo racconto, questa volta ispirato all'aura di quasi scostante bellezza che circonda esseri davvero intriganti e stupefacenti quali le darlingtonie.
Una morfologia particolarissima, un insieme di mistero e carattere, una creatura che entra nelle nostre case per farsi ammirare e vezzeggiare, ma capace di apprezzare le cure che le riserviamo.
Autrice: Graziella


A inizio primavera arrivò a casa mia, per gioco o per scommessa, una piccola principessa del regno vegetale.
Inizialmente, come per ogni ospite di riguardo, ci furono le ansie e i dubbi sul come trattarla, dove metterla a riposare, come farla stare a suo agio, cosa offrirle per vederla soddisfatta. Così, dopo aver dato un'occhiata in giro per casa e aver scartato molte opportunità, perché "non all'altezza" decisi di allestire un angolo tutto per lei: un gonfio e morbido cuscino di sfagno vivo e vegetante le avrebbe fatto da giaciglio, in un angolo con temperatura costante e umidità controllata e luce buona ma mai troppo forte; insomma: un trattamento degno di tanta nobiltà!

E la signorina dimostrò di gradire.

Dopo nemmeno un mese cominciò ad allargarsi, stirando gli ascidi e stendendo le radici, sembrava dire "Ok, qui ci sto bene e mi metto comoda". E poi quel torcere il collo, con fare altezzoso, come se non volesse concederti facilmente la sua attenzione, e infine le dispettose linguette fecero la loro comparsa, come per sottolineare la sua distinzione dal resto di mondo verde che la circondava, e la sua voglia di sfida continua con tutto e con tutti.

Mi venne così voglia di accettare la sfida e invitai un'altra di queste nobili signorine, ma ben diversa stavolta: questa sfoggiava una livrea d'un rosso cupo e intenso, al contrario della prima che portava l'abito verde brillante. Aveva una struttura un po' tozza ed era più bassa e schiacciata della prima, che si alzava snella in mezzo al suo giaciglio; e poi, differenza sostanziale, mentre le prima stava tutto il suo tempo sotto la tranquillizzante sicurezza di una campana di vetro, la seconda affrontava con sprezzante coraggio le intemperie e i raggi del sole, in mezzo a varie altre pianticelle, in una piccola piscina dedicata a lei.

Ma anche stavolta le rosse linguette biforcute davano un segnale di altezzosa nobiltà, quasi che, nonostante tanta cura e tante attenzioni, fossero loro a decidere di mostrarsi: stavano bene e crescevano rigogliose non per fare un piacere a me, non grazie alle mie cure e ai miei sforzi, ma semplicemente perché lo avevano deciso di loro propria volontà!

Verde brillante o rosso cupo, nulla cambiava, quasi a dire: "Signori, la classe non è acqua: una Darlingtonia è sempre speciale!!"

Ultimo aggiornamento (Lunedì 07 Dicembre 2009 09:34)