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Ricordi dal Madagascar

Foto e testi di Laura Giavardi

Il Madagascar è una terra sorprendente che non finisce mai di stupirti. E' la quarta isola del mondo per grandezza e si trova al largo delle coste del Mozambico. Si trova adagiata tra il 12° e il 15° parallelo a sud dell'equatore, nella fascia del Tropico del Capricorno, ha un'estensione tale che nonostante abbia passato lì tre settimane nell'agosto 2005, ne ho potuto vedere solo una piccola parte. In virtù della sua estensione le caratteristiche climatiche e geografiche tra le diverse zone sono talmente differenti tra loro che si ha proprio l'impressione di attraversare un continente. Il mio arrivo in Madagascar prevede una prima sosta nella capitale Antananarivo, crocevia per il sud, il nord e le sue isole del canale di Mozambico. Antananarivo mi sorprende all'inizio per la sua "temperatura al suolo" che, come annunciato dal comandante dell'aereo, era di soli 9 °C, per la sua povertà e per l'elevato tasso di criminalità. Non avevo mai visto così tanti bambini soli e senza casa che dormivano ovunque. Antananarivo è a 1300 metri di altitudine su di un grande altipiano sul quale si alternano colline e piccoli laghi. Il mattino successivo al mio arrivo mi dirigo proprio verso uno di questi laghetti vicino al centro cittadino, dove ogni mattina si svolge il mercato dei fiori. Il Lac de Anosy fa da sfondo ad un trionfo di colori e volti sorridenti che vale decisamente la visita.  

Un simpatico gibbone

Lasciata la capitale, visito il parco nazionale Andasibe-Mantadia dove ho l'opportunità di vedere numerosissime specie di lemuri e di camaleonti. La sensazione di vagare in una foresta accompagnata dai continui richiami dei lemuri della varietà Indry non la dimenticherò mai. Così come mai dimenticherò la sensazione di vagare nella giungla di notte alla ricerca dei numerosi animali notturni.

Lasciata la zona centrale, un aereo da Antananarivo mi porta a Fort Dauphin. Fort Dauphin o Taolagnaro, come viene oggi chiamato, è il più importante centro abitato del Madagascar sudorientale ed ha un clima invidiabile perchè affacciato sul mare e protetto a est da una catena montuosa che trattiene l'umidità impedendogli di penetrare nell'entroterra. Giugno e luglio sono mesi spesso piovosi a cui fa seguito una breve stagione secca che inizia intorno ad agosto o settembre. I venti battono impetuosi sulla costa quasi tutto l'anno ma è soprattutto tra settembre e dicembre che sono particolarmente violenti. Questa zona del Madagascar è il regno della foresta secca, dei baobab, delle Nepenthes, delle palme triangolari nonchè delle piantagioni di sisal, utilizzato per la fabbricazione di cordami. Di buon mattino mi dirigo a nord-est di Taolognaro verso la penisola di Lokaro, una zona di rara bellezza dove colline e spiagge fanno da sfondo ad una laguna che si alterna a piscine naturali.

Si parte con una piroga dal Lac Laninaro e ci si addentra nella palude verso un altro lago, il Lac Ambaravano. Ed è proprio navigando in questa palude che ad un certo punto accostiamo alla riva per scendere a terra. Sembra di camminare su di una spugna imbibita di acqua ed ecco apparire tra i giunchi numerosissime piante di Nepenthes madagascariensis abbarbicate su piccoli arbusti. Immagino lo stupore di Etienne de Flacourt, il governatore della colonia francese del Madagascar, quando nel 1658 la vide, la chiamò Anramitaco e fu quindi il primo a descrivere una Nepenthes. Questa Nepenthes, endemica del Madagascar, vive a basse altitudini; ha gli ascidi particolarmente lisci, tanto che insetti e piccoli animali che vengono attratti non sono in grado di mantenere il controllo sulla sua superficie e scivolano, finendo per cadere dentro l'ascidio. 

Una volta all'interno i tessuti animali vengono prontamente digeriti dai liquidi prodotti dall'ascidio. Questa Nepenthes cresce in un ambiente acido e molto umido costituito da sabbia, sfagno e torba ed è completamente ricoperta da diversi centimetri d'acqua.

Mi dicono che qui la temperatura può anche superare i 35 °C di giorno, per scendere sotto i 18 °C la notte. Gli ascidi più alti sono di un giallo verdastro, che contrasta incredibilmente con quelli rossi che crescono vicino alla base della pianta e che sono decisamente più piccoli. L'eccitazione è alle stelle, scatto qualche foto ma poi devo lasciare questo paradiso per dirigermi, sempre in canoa, all'estremità nordorientale del Lac Ambaravano. Qui sorge Evatra, un villaggio di pescatori, situato a poca distanza da una splendida spiaggia, da cui si arriva alla vicina isola di Lokaro.


Lasciato Lokaro, l'esplorazione continua con la visita della riserva del Berenty dove riusciamo persino a vedere il Lemure saffa di Verreaux noto come lemure ballerino: al tramonto questa varietà di lemuri scende a terra e da il via ad una leggiadra danza tra i baobab che ti lascia senza parole. Anche le esplorazioni notturne sono particolarmente suggestive perchè si possono ammirare specie di lemuri notturni completamente diverse da quelle che si vedono di giorno.


Il giorno successivo di buon ora, un lungo viaggio in auto mi riporta all'aeroporto di Port Dauphin dove mi aspetta un aereo che, via Antananarivo, volerà su Diego Suarez, principale città del nord del Madagascar e importante porto. La visita al parco nazionale De Montagne D'Ambre mi consente tra l'altro di vedere il più piccolo camaleonte del mondo, mentre la successiva sosta alla riserva speciale De l'Ankarana mi consente di godere di uno dei più spettacolari fenomeni naturali del Madagascar caratterizzato da bizzarre formazioni rocciose dette tsingy. Gli speroni di roccia, che altro non sono che barriera corallina affiorata fossile, costituiscono ampi canyon coperti di foresta e sono attraversati da fiumi che scavano vaste grotte come quella, esplorabile, in cui si sono rifiugiate le popolazioni autoctone per sfuggire alla invasione dei Merina. I tre giorni passati qui anche se particolarmente difficili perchè vissuti in un villaggio malgascio senza corrente elettrica e acqua corrente, hanno rivelato spettacoli naturalistici indimenticabili nel corso di faticose escursioni diurne e notturne.

Lasciamo questo paradiso per "tuffarci" nel mare del canale di Mozambico, dove spiagge bianchissime e foresta tropicale ci accompagnano in un viaggio sul mare che non ci fa mancare incontri con balene, delfini e una moltitudine di creature marine. Un unico rimpianto: non avere il necessario tempo per esplorare anche la penisola di Masoala dove cresce un'altra Nepenthes endemica del Madagascar, la Nepenthes masoalensis; chissà, questa potrebbe essere una buona ragione per tornare il questo meraviglioso continente...


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Ultimo aggiornamento (Venerdì 26 Febbraio 2010 16:47)