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ATTENZIONE: I lavori vanno eseguiti sempre in sicurezza, senza collegare le spine alle prese di corrente prima di aver effettuato tutti i controlli preventivi. AIPC, e l’autore dell’articolo, declinano qualsiasi responsabilità per infortuni causati da scarsa attenzione da parte di chi ha effettuato lavori senza le dovute precauzioni e cautele.




Dopo il meeting AIPC di Mira del 2010, nel quale per la prima volta è stato ospitato un rivenditore di terrari, si sono moltiplicate le richieste di informazioni in merito alla realizzazione di un sistema per la nebulizzazione delle piante, ed io stesso, durante i meeting scorsi, sono stato spesso interpellato per spiegare il funzionamento del sistema di nebulizzazione del terrario di Graziella, che è stato descritto in un articolo di AIPC magazine, ripreso anche sul Magazine Online del sito di AIPC. Non avevo però mai pensato ad illustrarlo su carta nel dettaglio.


Il terrarione di Graziella


Se dovessimo riferirci a sistemi commerciali, quali quelli venduti comunemente presso i vari siti di terrariofilia (ottimi quelli olandesi, veri maestri del genere), avremmo sicuramente un sistema efficace e funzionante senza doverci preoccupare di altro che di metterlo in moto, dopo averlo inserito adeguatamente in terrario.

Ma se ci si sofferma un momento a guardarlo con attenzione, una volta estratto dalla scatola, ci si rende immediatamente conto che il sistema, diciamo "industriale", altro non è che un sistema artigianale ottenuto assemblando parti provenienti da sistemi che con la terrariofilia hanno poco a che vedere.

Esempio classico e palese è dato dalla pompa di pressurizzazione, che deve portare acqua agli ugelli nebulizzatori ad una pressione sufficiente alla nebulizzazione, appunto, che però è in tutto e per tutto una pompa da macchinetta da caffè, che lavora a qualche bar di pressione, e che è reperibile presso qualsiasi (attenzione, dico proprio qualsiasi) negozio di ricambi per piccoli elettrodomestici. Basta prendere le pagine gialle della propria città, e troverete immediatamente il cuore del vostro sistema senza dover sborsare cifre importanti.

Il costo di queste pompe si aggira sui 10 euro, talvolta anche meno. Io ne ho acquistate due lo scorso anno nella zona dei centri commerciali di Marghera  (VE) per 9 euro l'una.


Ma andiamo con ordine.

Prima di tutto facciamo un elenco di materiali.

  • pompa per macchina da caffè;

  • tubo "Rilsan" per fluidi a bassa pressione, di vari diametri (io ne ho acquistato da 2, 3  e da 4 mm (diametro esterno);

  • adattatori, raccordi, derivazioni e gomiti ad innesto rapido per tubetto rilsan;

  • ugelli nebulizzatori;

  • neoprene o gommapiuma con spessore di almeno 2 cm, o in alternativa polistirolo;

  • una base solida (meglio se di metallo) o in alternativa qualche decimetro quadro di fogli di PVC da 6-8 mm di spessore (non strettamente necessaria);

  • timer elettronico (quello a cavalieri non va bene);

  • cavo elettrico comprensivo di presa di corrente e munito di capicorda ad innesto rapido;

  • filtro a cartuccia in carta (non strettamente necessario);

  • tanica da 2 o da 5 litri minimo, per la riserva idrica;

  • un paio di appendini autoadesivi per i canovacci da cucina;

  • tubetto rigido per il pescaggio dell'acqua o in alternativa un tubo da fleboclisi.

  • nastro in teflon per guarnizioni


Attrezzature eventualmente utili:

  • trapano a mano;

  • seghetto da traforo o simile;

  • forbici robuste;

  • lametta o cutter affilato;

  • nastro adesivo forte;

  • colla per polistirolo o neoprene.


Principio di funzionamento

È tutto sommato abbastanza semplice: la pompa aspira l'acqua  dal suo serbatoio (tanica), e la spinge, a pressione di poco superiore ad 1 bar , attraverso gli ugelli.

Tutto qui. Sembrerebbe facilissimo ed in fin dei conti non è difficile: resta solo un po' complesso trovare il materiale, e adottare qualche accorgimento per far funzionare il tutto come si deve.


Partiamo?

La pompa è di fatto una membrana,  dotata di una valvola unidirezionale al suo interno, che vibra per mezzo di un elettromagnete, prelevando il liquido da una parte e spingendolo dall'altra.


Pompa


Questa è una pompa da macchina da caffè. A sinistra l’entrata dell’acqua, al centro il blocco pompa con l’elettromagnete, e a destra la mandata, sulla testa della quale è stato avvitato un adattatore per poter inserire il tubetto Rilsan, che convoglia l’acqua a pressione verso gli ugelli.

Questa pompa presenta un paio di difetti, ai quali dobbiamo particolarmente stare attenti se non vogliamo farci male (anche seriamente) o che nostra moglie, o i vicini di casa, ci spezzino le ossa appena ci acchiappano. Perché?

Innanzitutto perché è costruita per lavorare all'interno di una "carrozzeria" (la macchinetta del caffè), per cui i costruttori si preoccupano poco sia dell'estetica che della scarsa protezione ai contatti con la corrente elettrica (gli innesti sono generalmente esterni), sia perché nelle macchinette del caffè tali pompe sono montate su giunti smorzatori di vibrazioni, e nonostante questo, quando funzionano, rimangono particolarmente rumorose e "vibratili".

Inoltre sono fatte per funzionare con intervalli brevi, per cui occorre che i periodi di erogazione non siano mai superiori al minuto, anche se è possibile fare ripetizioni a breve termine (un minuto acceso, un minuto spento, e così via...).

La prima cosa da fare in assoluto, prima ancora della spesa del materiale che ci serve, è individuare il posto dove metteremo il nostro terrario e di conseguenza dove collocheremo la nostra pompa, che, come abbiamo detto, non è bella da vedere, vibra e fa rumore... Incoraggiante, eh?

Una volta individuato il posto dove collocare il tutto, e prese le misure per vedere quanto materiale ci serve (metri di tubetto, giunti e derivazioni, ecc.), passiamo alla realizzazione vera e propria.

Per prima cosa bisogna realizzare una sorta di supporto per il sostegno della pompa stessa, che costruiremo, ad esempio, con un “piatto” di alluminio anodizzato piegato a sostenere la pompa, opportunamente sagomato con lima e seghetto. Lo fisseremo ad una base solida, possibilmente in metallo, pesante almeno 3-4 volte il peso della pompa. Infine incolleremo alla base uno strato di gommapiuma o neoprene di almeno 2 cm di spessore. "Bravo", direte voi, "e dove cavolo troviamo questo neoprene?" Non è difficilissimo da trovare. Il neoprene viene utilizzato, sotto forma di tubi estrusi, per isolare termicamente, ad esempio, i tubi da riscaldamento che corrono esterni tra la caldaia e l'impianto. È sufficiente andare da un installatore termoidraulico (se il Brico o il ferramenta dove andrete a fare "la spesa" ne è sfornito) e acquistare 15-20 cm di tubo che poi taglierete nel verso della lunghezza e spianerete, incollandolo al di sotto della base. Potrebbe anche andar bene il normale polistirolo, ma non è il massimo, perchè troppo rigido.


Pompa e supporto


Nell’immagine qui sopra vedete la pompa con due supporti ricavati andando a cercare qualcosa di adattabile nei grandi magazzini per il bricolage. La base è poggiata su uno strato di gommapiuma piuttosto spesso.

Questo isolerà dalle vibrazioni il mobile sul quale poggiare la pompa, anche se non saranno eliminate del tutto, perché (soprattutto nei terrari) una buona parte di esse deriva dai tubi che sbattono sui vetri. Ma vedremo in seguito.

Altra fase abbastanza delicata è quella di cablare elettricamente la pompa, che generalmente viene venduta senza cavo, ma con due innesti rapidi nei quali vanno fissati i capicorda.

Preventivamente avrete costruito un cavo di alimentazione con una presa di corrente, e, ai poli estremi del lato opposto alla presa, avrete fissato due capicorda scelti in funzione del tipo di innesto presente nella pompa.


I capicorda dell'impianto elettrico


Nell’immagine sopra vedete i due capicorda innestati negli attacchi elettrici posizionati sulla parte alta della pompa.

I più temerari possono anche lanciarsi nella saldatura diretta del cavo alla lamella. Nella mia installazione è presente, per sicurezza, un interruttore doppio (che interrompe entrambe le polarità). Anche se staccare la spina è sempre tassativo quando si interviene sul sistema...

Al termine delle operazioni di cablaggio, e prima di innestare la spina nella presa di corrente, è assolutamente raccomandabile isolare il tutto da possibili contatti con abbondanti giri di nastro isolante.

Una volta realizzato l’alloggiamento sul quale poggiare e fissare la pompa, occorre preparare la parte di aspirazione e la parte di mandata, ovvero il tubo che aspira l'acqua dalla tanica e la parte che  la manda verso gli ugelli. Generalmente, almeno per le pompe che ho visto io in giro, la parte dell'aspirazione è fornita di un attacco conico con un rigonfiamento utile a trattenere la tubazione. A questo scopo possono essere utilizzati diversi tipi di tubo. Si possono prendere ad esempio tubetti Rilsan di adeguato diametro (ma restano più rigidi) oppure si può usare anche un tubetto al silicone per aeratori da acquario. In una delle mie installazioni ho usato un tubetto da fleboclisi, acquistato in farmacia, che presenta ai terminali particolari innesti morbidi progressivi, adattabili ad attacchi di diametri diversi.


Attacco flebo su pompa  Terminale da flebo


Per la parte "mandata" occorre prima di tutto predisporre la pompa per il collegamento al tubo Rilsan, ovvero al tubo in gomma rigido che porta l'acqua alle utenze. La pompa, generalmente, dalla parte della mandata ha un attacco cui avvitare un raccordo che sia filettato da una parte e che abbia un innesto rapido dall'altra.


Attacco rapido 1   Attacco rapido 2

Come ho fatto io? Beh, abbastanza semplice: sono andato con la pompa dal ferramenta che vende tubi e raccordi, ho spiegato che cosa mi serviva e lui mi ha dato il raccordo. :-)

Il rubo “Rilsan” necessario è venduto in diversi diametri e colori. Il colore ha  importanza non solo per l'estetica: se possibile preferite sempre tubo nero, ipoiché quello trasparente facilita la formazione di alghe, soprattutto se usate acqua piovana filtrata per alimentare il vostro impianto. Alla lunga le alghe otturano gli ugelli, e la perdita di efficienza è sensibile.

Nell’immagine qui sotto una selezione di tubi Rilsan di vari diametri e colori.


Tubetti Rilsan


Veniamo alla parte “aspirazione”. Nell’elenco dei materiali utili, ho inserito un filtro in carta. A cosa serve? Essenzialmente ad evitare che corpi estranei finiscano con l'otturare gli ugelli, che hanno un diametro di uscita di circa uno o due decimi di millimetro... Basta un nonnulla e vi tocca smontare tutto. Dove va posizionato questo filtro? Per proteggere meglio il tutto, va tra la riserva d'acqua e la pompa. Che cosa si può usare? Semplice: un filtro per la benzina. Si va da un autoricambi e si chiede un filtro per la benzina di quelli usati sulle vecchie Fiat 500... :-)



L’immagine è presa dalla rete, da un sito che li vende anche online, al prezzo di 3 euro l’uno. È costituito da una specie di "pandorino" arancione in carta filtrante,  contenuto in un guscio di plastica trasparente con i due attacchi di entrata ed uscita, che sono leggermente conici per facilitare l'inserimento. Anch'esso ha un verso di funzionamento, ma, se guardate sul guscio di plastica, ci sono le frecce che indicano la direzione del flusso.


Quindi passiamo alla parte più interessante: come far arrivare l'acqua dentro il terrario e come fissare gli ugelli al vetro.

Premetto che io preferisco acquistare terrari che hanno, nella parte sommitaria o inferiore, una griglia forata di aerazione in alluminio, che posso forare a piacimento per far passare cavi, tubi e quant'altro. Altrimenti sarei costretto a far passare i tubi dalla parte frontale, tenendo le portine un po' discoste, con il rischio di perdere preziosa umidità dalle fessure lasciate aperte.

Nelle tre immagini sotto il foro che ho prodotto sul terrarione di casa per il passaggio del tubo e particolari del fissaggio con fascette del giunto a T , usato per distribuire il flusso d’acqua verso i due ugelli.


innesto griglia 1  Innesto 2  Innesto 3


Per fissare gli ugelli (che io raccomando comunque di acquistare da negozi specializzati in terrari, anche in rete o durante le fiere come Reptiles Day o Reptilia, per le loro caratteristiche di nebulizzazione massima alle basse pressioni), ho usato un sistema molto semplice: ho fissato  al vetro dei ganci da  cucina (quelli con la placca in plastica ed il gancio in metallo) preventivamente ben pulito con acetone (va benissimo quello per levare lo smalto dalle unghie), che serve a togliere qualsiasi traccia di unto o residui di colla dal vetro, e consente al biadesivo tenace dei ganci di aderire perfettamente.



Ugello


Ho poi fissato gli snodi di cui sono dotati gli ugelli alla parte metallica del gancio per mezzo di fascette stringitubo.

Una cosa importante è che il tubo, essendo semirigido, non sopporta le piegature e gli angoli, per cui è assolutamente indispensabile utilizzare  i giunti a gomito. In alternativa ci vorrebbe troppo tubo per fare le curve "dolci", e sarebbe inevitabilmente troppo invadente nel complesso.


Quanti ugelli si possono pilotare contemporaneamente?

Con un sistema come questo, io riesco a pilotare fino a 7 ugelli nebulizzatori, con un totale di circa 10 metri (abbondanti) di tubo, dato che nella serra usiamo un sistema del genere.

L’unica accortezza è quella di usare giunti sdoppiatori del flusso, simili a quelli rappresentati nelle immagini qui sotto.



Derivazioni 1    Derivazioni 2


Una piccola curiosità: sapete quale differenza corre tra il giunto a “T” nero e quello grigio? Solo il prezzo! Quello nero è stato acquistato da un sito specializzato in terrari, quello grigio in ferramenta. Quello grigio è molto più economico ed inoltre, in alto, è dotato di un anello che lo rende comodissimo per il fissaggio a supporti tramite fascette serratubo.


Quanta acqua si consuma? Il consumo dipende dal numero di erogazioni (ovviamente). Diciamo che con 4 erogazioni giornaliere da 1 minuto l'una, con 2 ugelli, nel "famoso" terrario, siamo sui 2 litri ogni 4-5 giorni. Attenzione però: trattandosi di sistema chiuso, ad evaporazione minima, l'acqua che entra deve anche uscire, per cui ricordatevi, periodicamente, di svuotare il terrario dall’acqua accumulata alla base, altrimenti tracimerà (a noi è successo più volte...).

E soprattutto attenzione a che non manchi mai acqua all'impianto: se funziona a secco la vostra pompa si brucerà irrimediabilmente (scaldando per mancata refrigerazione con l'acqua di passaggio, la membrana può arrivare a fondere).


Per la temporizzazione ho acquistato un timer elettronico che consente intervalli di accensione di un minuto, con possibilità fino a 24 ripetizioni giornaliere e programmazione settimanale. Il tutto a 10 euro circa.

Per i più esperti in elettronica, che vogliano cimentarsi con il “fai da te” estremo, una nota rivista vende un kit di montaggio per un timer programmabile estremamente versatile, molto simile a quella che è installata sulla centralina professionale che abbiamo utilizzato nella serra. Nell’immagine qui sotto  a sinistra la ghiera di programmazione del timer professionale, (fate una ricerca in rete inserendo marca e sigla dello strumento, per maggiori dettagli) e a destra il timer “economico”, acquistato presso un brico.


Timer 1  Timer 2


Altri consigli utili? Sì. Ricordate che poco sopra ho parlato di vibrazioni e rumore? Bene, non sono derivanti solo dalla meccanica della pompa, ma purtroppo sono trasmesse anche tramite la tubazione, che sbattendo sul vetro del terrario, soprattutto in ingresso, produce un rumore assurdo ed assordante.

Come ho risolto? Fissando il tubo direttamente al vetro per il verso della lunghezza con un nastro gommato, a fissaggio forte, impedendogli quindi di vibrare. L'ho posizionato lungo lo spigolo del terrario, per mimetizzarlo meglio. Solo in questo modo la rumorosità è ridotta praticamente al minimo.

Che dire d'altro? Se mi contattate privatamente posso fornirvi qualche indirizzo su dove reperire il materiale. :-)


Graziano Fiocca

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 15 Settembre 2010 20:20)