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Pinguicula vulgaris subsp. anzalonei

Famiglia: Lentibulariaceae

Pubblicazione: Peruzzi & F. Conti, 2006

Provenienza: endemica dei monti Simbruini, Lazio.


Caratteristiche: Piccola pianta erbacea perenne, insettivora, la cui altezza di solito non supera 6-10  cm. E' composta da una rosetta basale omofilla di 7-10 cm, carnosa, con foglie ovato-ellittiche, talvolta lanceolate, appressate al suolo e più o meno involute ai margini. La lamina superiore risulta ricoperta da numerose ghiandole peduncolate e sessili: le prime, aventi la funzione di immobilizzare gli insetti grazie alle loro proprietà adesive, le seconde, specializzate nella produzione di enzimi digestivi attraverso i quali assimilano i composti azotati derivanti dalle prede. Gli scapi (1-2) sono eretti, ricoperti di ghiandole stipitate (incluso il calice) e portanti ciascuno un singolo fiore violetto con uno sperone cilindrico, incurvato verso il basso. La corolla (8-1,2 mm), zigomorfa e pentamera, è composta da un labbro superiore bilobo e uno inferiore trilobo, a petali non sovrapposti: sul lobo mediano inferiore è presente una chiazza violacea dal quale si dipana una macula biancastra a forma di “V” che prosegue all'interno della fauce. Il frutto è una capsula ovoide contenente numerosi semi ellittici che vengono dispersi nel mese di Giugno. Durante la stagione fredda, P. vulgaris subsp. anzalonei  produce delle caratteristiche gemme di resistenza (ibernacoli) capaci di resistere a lungo all'azione del freddo e del gelo fino alla primavera successiva.  La ripresa vegetativa avviene nei mese di Aprile, ed è in genere seguita dalla fioritura nella prima metà di Maggio.



Habitat: endemica dei monti Simbruini (Lazio) a quote comprese fra i 400 e i 500 m.


Fioritura: Aprile ÷ Maggio


Osservazione: rispetto a P. vulgaris subsp. vulgaris, presenta una corolla più aperta (angolo di circa 90-120° tra labbro il inferiore e quello superiore), con un evidente macchia biancastra a forma di “V” che si interrompe verso la metà del lobo mediano inferiore, in prossimità di una chiazza violacea.

Ultimo aggiornamento (Martedì 14 Marzo 2017 15:44)