Statistiche
Visite Oggi: 174
Visite Ieri: 213
Visite nel mese: 3012
Visite totali: 371059
Stats dal: 2002-01-01
Social
Home Progetti Sfagneta di Buti

Progetto Sfagneta di Buti


Inserita nel meraviglioso contesto ambientale del Monte Pisano, la sfagneta di Buti rappresenta una delle più interessanti zone umide della Toscana e dell’Italia centrale. In un'area di poco più di un ettaro sopravvivono rare fitocenosi relittuali delle ultime glaciazioni quaternarie, che includono varie specie sfagni (Sphagnum auriculatum Schimp., S. palustre L., S. subnitens Russow & Warnstorf) oltre che Drosera rotundifolia L., piccola pianta carnivora che qui raggiunge il suo limite meridionale di distribuzione in Italia. L’eccezionalità del biotopo permette inoltre di apprezzare la coesistenza fra le specie microterme già citate e alcuni relitti terziari di stampo tropicale: è il caso della splendida felce florida (Osmunda regalis L.), entità ampiamente distribuita durante il Terziario ma la cui presenza è stata notevolmente ridimensionata dalle glaciazioni.


AIPC, in stretto rapporto con la proprietà e le autorità competenti, si occupa di promuovere il progetto di salvaguardia di questo importantissimo biotopo naturale, prendendo parte agli interventi strutturali, di gestione e di divulgazione finalizzati ad assicurare la sopravvivenza e l'espansione delle fitocenosi di pregio che, ad oggi, risultano sempre più minacciate dall’avanzamento di alcune neofite invasive e della vegetazione mediterranea.

Il progetto di salvaguardia

Affiancata dall'Associazione Piedi in Cammino, Associazione “Amici del Serra”, Ecoistituto delle Cerbaie, Legambiente, con la supervisione di tecnici e personale della Provincia di Pisa. AIPC si propone di:

● Organizzare interventi annuali di ripristino funzionale dell'habitat, atti a limitare la concorrenza di alcune specie infestanti (Ulex europaeus L., Erica arborea L., Pteridium aquilinum (L.) Kuhn, Campylopus introflexus (Hedw.) Brid.);

● Recuperare una migliore condizione delle sorgenti idriche allo scopo di favorire lo sviluppo ottimale dei relitti microtermi (Sphagnum sp. pl., Drosera rotundifolia L.);

●Ampliare lo spazio coinvolto dalla zona umida tramite interventi suddetti, anche coinvolgendo un'area esterna alla stazione;

● Creare un gruppo di studio e progettazione, coinvolgendo gli altri partner del progetto, allo scopo di individuare un percorso didattico visitabile con l'ausilio e la sorveglianza di guide GAE delle rispettive associazioni, anche mediante la realizzazione di pannelli didattici divulgativi ed eventuali passerelle o strumenti atti a rendere più fruibile e meno invasivo il percorso.


Intervento Aprile 2015

In data 11 e 12 Aprile 2015 si è tenuto il primo intervento di taglio selettivo della vegetazione infestante descritto nel primo punto del progetto di salvaguardia, allo scopo di favorire un adeguato sviluppo delle fitocenosi microterme. L’occasione di incontro fra le diverse realtà associative che hanno aderito al progetto (Associazione Italiana Piante Carnivore, Associazione Piedi in Cammino, Associazione “Amici del Serra”, Ecoistituto delle Cerbaie, Legambiente) ha inoltre permesso il confronto su alcuni importanti temi di conservazione, anche in vista di ulteriori e futuri progetti di salvaguardia su aree limitrofe.

Zona umida prima dell’intervento


Zona umida al termine dell’intervento





Interventi 2016

Proseguono gli interventi volti al recupero di una migliore condizione idrica della zona umida e al controllo di Ulex europaeus, Rubus sp., Pteridium aquilinum.












foto di Giulio Pandeli


Allo scopo di poter realizzare e mantenere tutto questo, AIPC continua la campagna di sensibilizzazione per la raccolta dei fondi necessari.

Ciascuno di noi potrà contribuire in vari modi: 
Cliccando su ciascuna proposta potrete leggere tutte le spiegazioni per ottenerla.

  1. con l'acquisto dei CD che raccolgono gli arretrati del bollettino AIPC, le annate 1998/2000 (Vol.1) e 2001/2003 (Vol.2).
  2. con l'acquisto della maglietta di AIPC
  3. con l'acquisto del CD “Le piante carnivore nel mondo”
  4. con l'acquisto del CDrom "Drosere tuberose australiane"
  5. con la donazione di un contributo, cliccando sul pulsante Paypal qui sotto.

Molte di queste proposte potranno essere anche piccoli doni ad amici e parenti: forniranno un contributo a un importante progetto o semplicemente un modo per contribuire ad informare e far conoscere la delicatezza e fragilità di questo nostro ecosistema.

Per ulteriori informazioni scrivi al gruppo conservazione

Ultimo aggiornamento (Venerdì 20 Gennaio 2017 17:17)